Mentre Carlisle andava a vestirsi per la sua visita mattutina all'ospedale, io rimasi vicino il fiume, aspettando che il sole sorgesse. Mi sentivo gonfio dalla montagna di sangue che avevo consumato, ma sapevo che la mancanza dell'attuale sete avrebbe significato poco quando mi fossi seduto di nuovo vicino a lei.
Freddo e immobile come la pietra su cui stavo seduto, fissavo l'acqua scura correre lungo gli argini ghiacciati, la attraversavo con lo sguardo.
Carlisle aveva ragione. Dovevo lasciare Forks. Avrebbero inventato qualche storia per spiegare la mia assenza. Un'iscrizione in una scuola europea. Una visita a parenti lontani. Una fuga adolescenziale. La storia non importava. Nessuno avrebbe fatto troppe domande.
Era solo per un anno o due, e poi la ragazza sarebbe scomparsa. Sarebbe andata avanti con la sua vita, avrebbe potuto continuare la sua vita. Sarebbe andata da qualche parte al college, diventata vecchia, iniziato una carriera, forse sposato qualcuno. Riuscii a immaginarlo, riuscii a vedere la ragazza vestita in bianco camminando con passi misurati, il suo braccio attraverso quello del padre.
Era strano, il dolore che quell'immagine mi causò. Non riuscivo a capirlo. Ero geloso, solo perché aveva un futuro che non avrei potuto avere? Non aveva senso. Ogni umano attorno a me aveva davanti lo stesso potenziale, una vita, e di rado mi ero fermato ad invidiarlo.
L'avrei lasciata al suo futuro. Smettendo di rischiare per la sua vita. Era la cosa più giusta da fare. Carlisle sceglieva sempre il giusto. Adesso avrei dovuto ascoltarlo.
Il sole sorse dietro le nuvole, e una leggera traccia di luce illuminò tutti i vetri ghiacciati.
Un altro giorno, decisi. L'avrei rivista un'altra volta. Potevo sopportarlo. Forse avrei menzionato alla mia indecisa partenza, sistemando la storia.
Sarebbe stato difficile; potevo sentirlo nella pesante riluttanza che mi stava già facendo pensare ad una scusa per rimanere. Sapevo che potevo avere fiducia nel consiglio di Carlisle. E sapevo pure che ero troppo in conflitto per prendere la decisione giusta da solo.
Troppo in conflitto. Quanta di questa riluttanza veniva dalla mia ossessiva curiosità, e quanta veniva dal mio insoddisfatto appetito?
Andai dentro per cambiarmi con vestiti puliti per la scuola.
Alice mi stava aspettando, seduta in cima al terzo piano.
Stai partendo di nuovo, mi accusò.
Sospirai e annuii.
Non posso vedere dove andrai questa volta.
Non so ancora dove andrò, sussurrai.
Voglio che rimani.
Scossi la testa.










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"...I'm taking back the life you stole..."
si principalmente pellicola... anche se ultimamente sto sperimentando nuovi trattamenti in digitale, tipo l'hdr...
anche se credo sempre che il magico mondo dell'analogico resterà sempre la prima passione...
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happiness is real only if shared
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Grazie Vale!!
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